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CON LA TESTA TRA LE NUVOLE
Le giraffe ci guardano dall'alto
E' uno degli animali che amo di più in savana, mi affascina il suo incedere lento ed elegante, il suo modo di guardare dall'alto, in modo distaccato ma cortese, il resto del mondo. Eppure questi enormi mammiferi spesso trascurati da turisti frettolosi concentrati soltanto sui "big five" non sono soltanto dei giganti con il mantello macchiato che sembrano essere un assemblamento di pezzi di diverse specie.
Il lungo collo non serve soltanto a raggiungere le foglie sui rami più alti degli alberi, da lassù, lo sguardo spazia lontano e può controllare meglio gli eventuali pericoli nascosti tra l'erba alta, infine il collo serve ai maschi per assicurarsi il dominio dell'Harem.
Infatti, anche le giraffe, come molti altri erbivori, il sistema riproduttivo è fondato sul cosiddetto harem: in genere un solo maschio dominante si accoppia con le femmine di un gruppo, a mano a mano che queste entrano in estro.
L'accesso alle femmine è dunque legato alla posizione gerarchica. Questa viene gradualmente definita nell'adolescenza e nella prima maturità e poi ristabilita, a "colpi di collo". I rivali, affiancati, fanno oscillare i lunghi colli, intrecciandoli con movimenti sinuosi e spingendosi a vicenda con il collo e il capo. Più che uno scontro, sembra un balletto, e i colpi sono portati blandamente, quasi con gentilezza. Conflitti davvero violenti si verificano di rado, tra maschi adulti, dominanti e erarchicamente vicini, spesso in presenza di una femmina pronta all'accoppiamento.
Il collo funge allora da leva per sferrare veri colpi di maglio con il capo. Di solito vince chi ha il collo più lungo e il cranio più pesante, e cioè con il maggior numero di "corni". In realtà quelle della giraffa non sono vere corna, ma protuberanze ossee rivestite di pelle, chiamate ossiconi. Gli ossiconi sono presenti sia nei maschi sia nelle femmine, in genere in numero di due, ma spesso tre o più; il calcio infatti continua per tutta la vita a depositarsi sulle ossa del cranio, formando nuove protuberanze.
Il fenomeno si verifica in particolare nei maschi e dal momento che i depositi di calcio sono concentrati soprattutto sulla fronte, intorno agli occhi e sull'osso nasale, il capo, con il passare degli anni, diventa sempre più massiccio e pesante. Un collo così lungo ed un capo così pesante provocano una serie di conseguenze non da poco. Infatti per pompare il sangue fin lassù ci vuole un cuore speciale ed un meccanismo molto raffinato per gestisre la circolazione del sangue che le impedisce di perdere i sensi quando alza la testa di scatto o quando la abbassa. Questi adattamenti della circolazione sanguigna hanno però anche un'altra faccia: sottoposta a sforzi prolungati, la giraffa va presto in affanno. Un punto debole che i leoni hanno imparato a sfruttare. Per esempio, se riescono a spingerla verso una collina e a farla correre in salita, presto la vittima designata resta senza fiato e difficilmente riesce a scampare agli attacchi coordinati del branco. In linea di massima, però una giraffa adulta è una preda difficile: vede il pericolo da lontano, corre veloce e si difende a calci. Superata l'infanzia (la mortalità dei giraffini è altissima), la aspetta una vita sostanzialmente tranquilla, per non dire monotona.
In pratica la giraffa passa la vita a mangiare. La sua dieta è costituita esclusivamente da elementi vegetali, in prevalenza foglie e teneri rami, occasionalmente da corteccia, frutti e fiori.
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