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| dall'Africa e sull'Africa |
| di Serenella Bicicchi |
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CON
LA TESTA TRA LE NUVOLE |
| Le giraffe ci guardano dall'alto |
E' uno degli
animali che amo di più in savana, mi affascina il suo incedere
lento ed elegante, il suo modo di guardare dall'alto, in modo
distaccato ma cortese, il resto del mondo. Eppure questi enormi
mammiferi spesso trascurati da turisti frettolosi concentrati
soltanto sui "big five" non sono soltanto dei giganti
con il mantello macchiato che sembrano essere un assemblamento
di pezzi di diverse specie.
Il lungo collo non serve soltanto a
raggiungere le foglie sui rami più alti degli alberi,
da lassù, lo sguardo spazia lontano e può controllare
meglio gli eventuali pericoli nascosti tra l'erba alta, infine
il collo serve ai maschi per assicurarsi il dominio dell'Harem.
Infatti, anche le giraffe, come molti altri erbivori, il sistema
riproduttivo è fondato sul cosiddetto harem: in genere
un solo maschio dominante si accoppia con le femmine di un
gruppo, a mano a mano che queste entrano in estro.
L'accesso alle femmine è dunque legato alla posizione
gerarchica. Questa viene gradualmente definita nell'adolescenza
e nella prima maturità e poi ristabilita, a "colpi
di collo". I rivali, affiancati, fanno oscillare i lunghi
colli, intrecciandoli con movimenti sinuosi e spingendosi
a vicenda con il collo e il capo. Più che uno scontro,
sembra un balletto, e i colpi sono portati blandamente, quasi
con gentilezza. Conflitti davvero violenti si verificano di
rado, tra maschi adulti, dominanti e erarchicamente vicini,
spesso in presenza di una femmina pronta all'accoppiamento.
Il collo funge allora da leva per sferrare veri colpi di maglio
con il capo. Di solito vince chi ha il collo
più lungo e il cranio più pesante, e cioè
con il maggior numero di "corni". In realtà
quelle della giraffa non sono vere corna, ma protuberanze
ossee rivestite di pelle, chiamate ossiconi. Gli ossiconi
sono presenti sia nei maschi sia nelle femmine, in genere
in numero di due, ma spesso tre o più; il calcio infatti
continua per tutta la vita a depositarsi sulle ossa del cranio,
formando nuove protuberanze. |
Il fenomeno si verifica in particolare
nei maschi e dal momento che i depositi di calcio sono concentrati
soprattutto sulla fronte, intorno agli occhi e sull'osso nasale,
il capo, con il passare degli anni, diventa sempre più
massiccio e pesante. Un collo così lungo ed un capo
così pesante provocano una serie di conseguenze non
da poco. Infatti per pompare il sangue fin lassù ci
vuole un cuore speciale ed un meccanismo molto raffinato per
gestisre la circolazione del sangue che le impedisce di perdere
i sensi quando alza la testa di scatto o quando la abbassa.
Questi adattamenti della circolazione sanguigna hanno però
anche un'altra faccia: sottoposta a sforzi prolungati, la
giraffa va presto in affanno. Un punto debole che i leoni
hanno imparato a sfruttare. Per esempio, se riescono a spingerla
verso una collina e a farla correre in salita, presto la vittima
designata resta senza fiato e difficilmente riesce a scampare
agli attacchi coordinati del branco. In linea di massima,
però una giraffa adulta è una preda difficile:
vede il pericolo da lontano, corre veloce e si difende a calci.
Superata l'infanzia (la mortalità dei giraffini è
altissima), la aspetta una vita sostanzialmente tranquilla,
per non dire monotona.
In pratica la giraffa passa la vita a mangiare. La sua dieta
è costituita esclusivamente da elementi vegetali, in
prevalenza foglie e teneri rami, occasionalmente da corteccia,
frutti e fiori. |
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