HIROLA
scritto il 19-12-2011 da Paolo Torchio e Magalì Manconi
Tutto ha avuto inizio qualche mese fa, quando ha preso corpo il progetto di trovare e fotografare uno dei pochissimi esemplari superstiti di Hirola (beatragus Hunteri ), un’antilope non eccessivamente appariscente, e sconosciuta a molti.
Attualmente e` Impossibile stabilire con esattezza il numero degli individui superstiti, forse 500, forse piu’, forse meno. Purtroppo l’unico dato sicuro, al di la`dei numeri, e` che gli animali rimasti sono tragicamente pochi, e che si tratta della specie a piu` alto rischio di estinzione in Kenya.Grazie all’indispensabile collaborazione del Kenya Wildlife Service è stata possibile la pianificazione della spedizione verso il remoto confine tra Kenya e Somalia, e nel mese di Agosto, climaticamente il più favorevole per avventurarsi in quelle lande desertiche, con Magalì , compagna di vita ed avventure da sempre, abbiamo affrontato la nostra grande sfida: avvicinare e fotografare uno dei più rari ed elusivi animali del Mondo.
Partiamo da Nairobi il 16 di Agosto con due fuoristrada destinazione Garissa,, ultimo caposaldo civile prima del “grande nulla”. 
Scendendo dall’altopiano il paesaggio cambia rapidamente mentre incontriamo i primi grandi baobab, e la temperatura dell’aria s’infuoca raggiungendo, e presto superando i
trenta gradi. La frescura di Nairobi diventa presto un lontano ricordo.
Quando dopo due interminabili giorni di guida tra rovi e polvere, mangiando e dormendo dove e quando capita, improvvisamente un branco di Hirola si materializza a sorpresa tra la foresta di spine…….. quasi stentiamo a credere ai nostri occhi.
Scendiamo dai fuoristrada e cominciamo il cauto avvicinamento a piedi sperando che i diffidenti animali non si diano immediatamente alla fuga.
Lentamente riusciamo a guadagnare terreno, ma le antilopi appaiono vigili e nervose, nessuna abbassa la testa per brucare, anzi la loro rigida immobilità conferma che sono in procinto di fuggire.
Scatto rapidamente alcune immagini per sicurezza, ma sono ben lontano dal realizzare quello che avevo sperato. Ecco, corrono via come lampi. E’ finita, mi dico. Tutto da rifare.
Invece improvvisamente la fortuna gira dalla nostra parte quando un gruppo di Hirola, chissà per quale ragione, ci corre incontro e si ferma in una radura non molto distante. Sono una dozzina di bellissimi animali fulvi, finalmente abbastanza vicini da poter distinguere la caratteristica linea bianca che unisce gli occhi come un simpatico paio d’occhiali, e conferisce loro quella tipica espressione un po’ miope.
Scatto una lunga sequenza a raffica consapevole che l’attimo favorevole non può durare a lungo, ed infatti pochi secondi dopo il branco si dissolve nel sottobosco lasciandoci soli.
Scoprirò più tardi, visionando i dati delle foto, che l’intero incontro dal primo all’ultimo scatto, è durato meno di quattro minuti. Quattro miseri minuti in cui si è deciso l’esito dell’intera missione.
I pochi scatti di questo rarissimo e fuggevole avvistamento diventano per noi qualcosa di inestimabile.
